.

  Panther pensieri in libertà
 
Diario
 


Alla memoria di Bruno Zevi, architetto e politico, che lottò fino all'ultimo giorno della sua vita per l'affermazione dei suoi ideali: Giustizia e Libertà. 


        



Associazione Machiavelli



 

 

Salon Voltaire

 

              


 
 


    
   

 
             


 


                       
                  


                   

     



                             



             Fecondazione assistita - Comitato promotore per il referendum         


 Per la toolbar non finiremo mai di ringraziare Mr Watergate.

 

 

 
 
 
 


21 dicembre 2009

Ma i ragazzi italiani sono troppo pessimisti?

 

La forza perduta dell’istruzione. Circa l’80% dei giovani tra 15 e 18 anni si chiede che senso abbia stare a scuola o frequentare corsi di formazione professionale. Dominano il disincanto e lo scetticismo: il 92,6% dei giovani in uscita dalla scuola secondaria di II grado ritiene che anche per chi ha un titolo di studio elevato il lavoro sia oggi sottopagato, il 91,6% pensa che sia agevolato chi può avvalersi delle conoscenze. Anche il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose studiate a scuola per il proprio lavoro. La visione pessimistica travalica i confini dell’universo educativo: il 75% dei laureati e l’85% dei non laureati di 16-35 anni pensano che in Italia vi siano scarse possibilità di trovare lavoro grazie alla propria preparazione. Effettivamente i laureati italiani in economia e in ingegneria hanno attese di remunerazione minori rispetto ai loro colleghi europei: nel 2009 il primo stipendio annuo atteso è inferiore rispettivamente del 20,2% e del 21,4% di quello medio europeo. E ancora il 19,3% dei giovani italiani di 18-24 anni non è in possesso di un diploma e non è più in formazione, contro il 12,7% di Francia e Germania, il 13% del Regno Unito, il 14,8% medio europeo.



Tratto da: Rapporto annuale 2009 del Censis / Comunicato stampa


I comunicati stampa sul Rapporto Annuale:



 


3 dicembre 2009

Consigli per gli acquisti

 



 


19 settembre 2009

Questa marcia non s'ha da fare...

 

Porta Pia

alle ore 10,10 del XX Settembre 1870 il primo bersagliere irrompe attraverso la breccia di Porta Pia.

Via XX Settembre;

In molte città Italiane le vie dedicate alla data del XX settembre partono quasi sempre dal duomo della città; ciò serviva a rimarcare la vittoria della Stato laico sulla chiesa.

Quirinale  e Palazzo della Corte Costituzionale

prima del 1870 residenza dei papi (anche se già dal ritorno dall’esilio di Gaeta dopo i moti del 1848, il Papa aveva scelto il Vaticano come luogo di residenza); il Palazzo della Consulta ha quella sede dal 1955. Fino al 1870 era la sede del Tribunale della sacra consulta e del corpo delle guardie nobili;

Via XXIV Maggio – Via IV Novembre – P.za Venezia

Via del Plebiscito, via dedicata al Plebiscito del 2 ottobre 1870.

« Vogliamo la nostra unione al Regno d'Italia, sotto il governo del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori » . Il plebiscito si svolse il 2 ottobre 1870. I risultati videro la schiacciante vittoria dei sì, 40.785, a fronte dei no che furono solo 46. Il risultato complessivo nella provincia di Roma fu di 77.520 "sì" contro 857 "no". In tutto il territorio annesso i risultati furono 133.681 "sì" contro 1.507 "no".

Ghetto ebraico, luogo di segregazione, fino al 1870.

Un muro circondava la zona e cinque cancelli su di esso erano aperti soltanto durante il giorno per permettere agli ebrei di uscire per esercitare i due soli mestieri a loro consentiti: vendita ambulante di stracci e prestiti ad usura, sempre indossando, però lo speciale contrassegno di colore giallo a dimostrazione dell'appartenenza al popolo ebraico.

I cancelli erano sorvegliati da una sentinella (la cui remunerazione era a carico degli ebrei); nessun ebreo poteva allontanarsi dal ghetto di notte se non voleva essere gravemente punito. Il ghetto fu demolito nel 1870 con l'unificazione d'Italia e la perdita del potere temporale dei Papi.

Piazza Benedetto Cairoli

Benedetto Cairoli è stato un politico italiano. Fu garibaldino, rifugiato politico e cospiratore anti-austriaco, deputato al Parlamento, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano nei periodi 24 marzo 1878 - 19 dicembre 1878 e 14 luglio 1879 - 29 maggio 1881

Il prestigio del Cairoli fu grande, anche in quanto rifletteva i meriti dei quattro fratelli, tutti caduti nelle guerre risorgimentali: il padre morto in esilio, Ernesto morto tra i Cacciatori delle Alpi, Luigi morto a Cosenza, di tifo, durante la Spedizione dei Mille, Enrico morto allo Scontro di villa Glori il 23 ottobre del 1867, Giovanni morto per le ferite riportare a villa Glori.

Trastevere Piazza Giuditta Tavani Arquati e Via della Lungaretta 97.

La mattina del 25 ottobre 1867, giorno in cui Garibaldi prendeva Monterotondo nel corso della terza spedizione per liberare Roma, una quarantina di patrioti, di cui 25 romani, si riunirono in via della Lungaretta 97, nel rione romano di Trastevere, nella sede del lanificio di Giulio Ajani, per decidere sul da farsi. Il gruppo preparò una sommossa per far insorgere Roma contro il governo di Pio IX. Deteneva delle cartucce e un arsenale di fucili. Alla riunione partecipò anche la Arquati, con il marito e uno dei tre figli della coppia, Antonio. Verso le 12 e mezzo, una pattuglia di zuavi giunta da via del Moro attaccò la sede del lanificio. I congiurati cercarono di resistere al fuoco. In poco tempo, però, le truppe pontificie ebbero la meglio e riuscirono a farsi strada all'interno dell'edificio. Alcuni congiurati riuscirono a fuggire, mentre altri furono catturati. Sotto il fuoco rimasero uccise 9 persone, tra cui Giuditta Tavani Arquati, incinta del quarto figlio, il marito e il loro giovane figlio.

 

Campo de' Fiori (passando da Piazza Benedetto Cairoli)

Luogo simbolo degli anticlericali. Vi fu arso vivo Giordano Bruno il 17 febbraio 1600, condannato dall’Inquisizione perché considerato eretico.   Sin dal 1876 un comitato studentesco aveva iniziato la sottoscrizione per un monumento in onore del filosofo nolano, martire del libero pensiero, raccogliendo col tempo adesioni prestigiose, tra cui quelle di Giosuè Carducci, Ernest Renan, Ferdinand Gregorovius, Victor Hugo, Michail Bakunin, George Ibsen.
Il pontefice minacciò di abbandonare Roma per rifugiarsi nella cattolica Austria, qualora la statua fosse stata scoperta al pubblico. Finalmente il 9 giugno 1889 venne inaugurato a Campo de' Fiori il monumento dedicato a Giordano Bruno. Alla base del monumento si legge un'iscrizione del filosofo Giovanni Bovio, oratore ufficiale della cerimonia di inaugurazione: "A Bruno, il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse".

Corso Vittorio

Ponte Sant’Angelo – Castel Sant’Angelo

Luogo di prigionia e di esecuzioni capitali per opera del potere pontificio

Piazza Pio XII

Area di confine tra lo Stato italiano e il Vaticano


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. memoria 20 settembre marcia anticlericale

permalink | inviato da Panther il 19/9/2009 alle 2:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


10 giugno 2009

Come si sono informati gli italiani? Chi li (dis)informa? Un Paese decrepito?

Elezioni 2009. Come si sono informati gli italiani
I telegiornali restano determinanti per orientare il voto

Due terzi degli elettori si sono informati attraverso i Tg, il 30% ha seguito i programmi giornalistici di approfondimento in Tv, il 25% si è affidato alla carta stampata. E Internet resta al palo

Roma, 9 giugno 2009 – La televisione resta il principale mezzo utilizzato dagli italiani per formarsi un’opinione sull’offerta politica, solo un quarto degli elettori si è affidato ai giornali, uno su dieci per informarsi ha letto il materiale di propaganda dei partiti (volantini, manifesti, ecc.), mentre Internet rappresenta la fonte di informazione per una fetta ancora minoritaria del corpo elettorale, eccetto che tra i giovani.

Secondo un’indagine del Censis, durante la campagna elettorale per le elezioni europee il 69,3% degli elettori si è informato attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali per scegliere chi votare. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%).

Al secondo posto, ancora la Tv, con i programmi giornalistici di approfondimento («Porta a porta», «Matrix», ecc.), a cui si è affidato il 30,6% degli elettori. Si tratta soprattutto delle persone più istruite (il dato sale, in questo caso, al 37%) e residenti nelle grandi città, con più di 100.000 abitanti (con quote che oscillano tra il 36% e il 40%), mentre i giovani risultano meno coinvolti da questo format televisivo (il 22,3% nella classe d’età 18-29 anni).

Al terzo posto si colloca la carta stampata: i giornali sono stati determinanti per il 25,4% degli elettori (il 34% tra i più istruiti, e il dato sale ad oltre un terzo degli elettori al Nordest e nelle grandi città, e raggiunge il 35% tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti).

I canali Tv «all news» sono stati seguiti dal 6,6% degli italiani prossimi al voto (soprattutto maschi, 9,3%, e più istruiti, 10,2%). Più di quanti si sono informati attraverso i programmi della radio (il 5,5%), il cui ascolto è apprezzato soprattutto da artigiani e commercianti, liberi professionisti e lavoratori autonomi (12,1%).

I rapporti non mediati, come il confronto con familiari e amici, resta fondamentale per il 19% degli elettori, in particolare per i più giovani (18-29 anni: 26%), residenti nel Mezzogiorno (22,2%) e nei centri urbani minori (città con 10.000-30.000 abitanti: 22,5%).  Il materiale di propaganda dei partiti (volantini, manifesti, ecc.) è stato utilizzato dal 10,9% degli elettori, con una punta di attenzione al Nordest (17,4%). La partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche dei partiti rappresenta invece un canale preferenziale per una quota residuale di elettori (il 2,2%), che diminuisce ulteriormente tra i più giovani (18-29 anni: 0,7%).

Internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si è collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione, gruppi di Facebook, ecc. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si è collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica.


                                            __________________________________                                                        
 

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni:
 
ORDINA Alla società RAI Radiotelevisione italiana Spa di prevedere, nelle prime puntate utili e comunque prima della convocazione dei comizi per le elezioni europee ed amministrative del 6 e 7 giugno 2009, la presenza dei soggetti politici segnalanti (Lista Bonino-Pannella) nei programmi di approfondimento informativo Porta a Porta, Annozero e Ballarò, dando così concreta attuazione al richiamo contenuto nella delibera n. 6/09/CSP del 28 gennaio 2009, al fine di assicurare, anche attraverso spazi compensativi, il rispetto dei principi di completezza e correttezza dell'informazione, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista tra le forze politiche in condizioni di parità di trattamento.
...........................................................................................................

DELIBERA N. 36/09/CSP, 18 marzo 2009


CONSIDERATO, che la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo non ha assicurato, nel ciclo delle puntate dei programmi Porta a Porta, Annozero e Ballarò sin qui trasmesse, la presenza dei soggetti politici segnalanti (Lista Bonino-Pannella) venendo meno ai princìpi di completezza e correttezza dell'informazione, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista tra le forze politiche in condizioni di parità di trattamento;
..............................................................................................................
DELIBERA N. 6/09/CSP, 28 gennaio 2009 




E per finire, una perla: http://www.youtube.com/watch?v=8hSrL7WncIE


 


5 giugno 2009

La morale è sempre quella...

Vota 
                


30 marzo 2009

A Ilaria

Non saper cosa dire, rimanere scioccati, schiacciati da un dolore incommensurabile...

Sono passate quasi due settimane da quel terribile giorno che ti ha visto andar via.

Si moltiplicano nella mente i ricordi: tuo padre che ti veniva a prendere all'asilo, quei 5 anni di liceo in cui ci parlavamo poco ma ci stimavamo reciprocamente, la scoperta del tuo
blog, l'incontro al Blog in Progress, la tua ospitalità, le tue mail barocche nelle quali si fondevano idiomi diversi fino a dare a origine a un linguaggio nuovo...

...La Commare, Modica... ...La Commare, Modica... L'appello.

"Vai, Panther, vai...".
Un tuo incoraggiamento o complimento non era mai segno di ruffianeria.
Orgogliosi l'uno dell'altra.

Tu, autentica cittadina europea, giornalista, scrittrice, intellettuale impegnata, cuore e cervello.
Tu, punto di riferimento per molti ovunque andassi e qualunque cosa facessi.
Tu e la tua arte.
Tu che nella tua breve, ma intensa esistenza non sei passata mai inosservata.

Tu che sarai sempre viva nei nostri cuori e nelle nostre menti...

Tu, Ilaria, che sarai sempre più forte e più grande di questo dolore che oggi ci attanaglia.


Ciao Ila.




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Ilaria La Commare

permalink | inviato da Panther il 30/3/2009 alle 5:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


18 febbraio 2009

Una mappa di problemi vecchia, ma non troppo...

A volte faccio strane ricerche su Internet... Tempo fa, mi sono imbattuto in una rivista on line, attiva fino al 2003, ricchissima di spunti e riflessioni. Vi propongo di seguito una mappa di problemi tratta da Il dubbio.


Le nuove frontiere dell'informazione

di Michele Giordano

Non dobbiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il nostro paese può e deve affrontare il cambiamento tecnologico-informatico come un acceleratore di conoscenza sul proprio passato, sulla propria storia e sulla direzione possibile del nostro futuro. Questo cambiamento tecnologico necessita di un uso innovativo di conoscenze esistenti e ancora di più della creazione di nuove conoscenze. È decisivo l'impegno nella ricerca, di base e applicata, e l'impegno della ricerca ad aprirsi maggiormente ai bisogni della economia e della società. La microelettronica, l'informatica, le telecomunicazioni penetrano in tutte le attività industriali e di servizio, nella medicina, nella agricoltura, nel tempo libero. Di fronte a questo scenario il nostro paese è rimasto purtroppo indietro: scarsa è la cultura tecnica diffusa, scarsissima quella scientifica, ancora troppo poco si spende per R&S. Accennerò schematicamente ad una mappa di problemi per cercare di evitare, quando si parla di questi temi, gli usuali comportamenti schizofrenici, oscillanti tra una sorta di luddismo della negazione e un inno all'eccesso di innovazione.

Rapporto tra italiani e tecnologia

Una ricerca (forse la più completa ma purtroppo del 1995:"Casa e tecnologia" condotta dalla Makno si basa su 10000 interviste telefoniche e 800 colloqui diretti) di alcuni anni fa fotografa il popolo italiano in base al consumo di tecnologia e media tra le quattro mura domestiche: il 14% delle famiglie italiane (le famiglie subtecnologiche) non possiede il telefono (soprattutto residente al Sud, che abita in zone rurali o semirurali e con un'età media avanzata), possiede cucina, frigorifero, lavabiancheria e televisore. Più in alto troviamo le famiglie atecnologiche (13% del campione) che aggiungono alla dotazione di base il telefono. Poi abbiamo le famiglie definite pretecnologiche (25% del campione) che possiedono anche il congelatore e/o il videoregistratore. Poi abbiamole famiglie "di media tecnologia" con più tv a colori, impianto hi-fi e lavastoviglie. Solo una su dieci di queste famiglie aveva un PC, un cordless o una videocamera. Questi oggetti tecnologici sono presenti nelle categorie dei multitecnologici (19%)e dei pantecnologici (6%) che inoltre possiedono apparati video e audio, PC, segreteria telefonica, telefonini. Purtroppo anche i dati più recenti, (Doxa, gennaio 2000) se si fa eccezione della enorme diffusione dei telefoni cellulari, confermano un'arretratezza tecnologica molto forte del nostro paese: solo il 24,1% delle famiglie possiede un PC e di questo poco più della metà ha un modem (il 54,2%). Ma è dai dati di una ricerca ASSINFORM (giugno 1999) che viene fuori in maniera ancora più chiara il tipo di approccio ad Internet: su un universo di individui in età 14-70 anni pari a 44,5 milioni 40,4 milioni dichiarano di conoscere Internet, ma solo 3,5 milioni si sono collegati almeno una volta e 1,5 milioni appena sono gli utenti abituali.

La terza rivoluzione industriale

Ci sono due differenze con le rivoluzioni industriali precedenti. La prima rivoluzione basata sulla ferrovia e la seconda, sull'automobile erano caratterizzate da forti investimenti pubblici. Una volta finita la costruzione della rete (ferroviaria o stradale)la maggior parte dei lavoratori tornavano a casa. Nel caso dell'attuale rivoluzione l'investimento lo fa il consumatore e il lavoro comincia quando la rete o le reti sono completate.

Sviluppo di Internet

Internet è bene ricordarlo si è sviluppata da un progetto governativo (ARPANET) per università e scienziati. In USA e Canada ci sono 140 milioni di utenti, in Europa 83, in Asia 70,in Sudamerica 10 e in Africa 3.

L'Europa ha perso già la battaglia dell'elettronica e dell' informatica. Può ancora partecipare a quella delle nuove tecnologie dell'informazione iniziata nel 1995-1996 con l'interazione tra computer e reti, tra informatica e telecomunicazioni.

R&S in Italia e nel mondo

In Italia ci sono 12 ricercatori ogni 10000 lavoratori, in USA 57,in Germania 38, in Giappone 52. La spesa in R&S in Italia (anno1997) è pari allo 1,01% del PIL contro il 2,71% degli Stati Uniti, il 2,92% del Giappone, il 2,31% della Germania, il 2,23% della Francia, lo 1,87 % del Regno Unito, il 2,89% della Corea. Il 60% dei giovani americani studia nelle università contro il 20-40% in Europa. Negli Stati Uniti dal 1979 esiste una società dei servizi on line come Compuserve. Europa on line è stata creata nel 1994 ed è operativa dal 1995.

R&S in Italia - La questione meridionale tecnologica - Il ruolo dello Stato

Nel 1997 abbiamo speso 19582 miliardi in R&S tra Istituzioni pubbliche di ricerca (comprese le Università) e Imprese(pubbliche e private). Di questo totale il 14,9% è speso nel Mezzogiorno e il rimanente 85,1% nel Centro-Nord! (Ricordo che nel1995 abbiamo speso 17311 miliardi per giochi e concorsi). Ma più analiticamente vediamo la suddivisione della spesa di R&S in Italia: La ricerca pubblica è più o meno comparabile con quella degli altri paesi europei; negli anni compresi tra il 1990 e il 1995 la R&S nell'industria è diminuita del 9%. Più esattamente lo Stato finanzia per il 60% la R&S e un altro 34% viene finanziato dalla industria privata; di questa torta il 60% viene speso nelle industrie (40% nelle industrie private e 20% nelle pubbliche) e il 40% nelle Università ed enti pubblici di ricerca. Si assiste ad un fenomeno quantomeno paradossale se confrontato con le altre realtà internazionali; non solo le industrie diminuiscono la loro spesa in R&S ma la R&S privata viene in parte finanziata dallo Stato. Il rispetto dei parametri per entrare nell'Unione Europea non è responsabile del disinvestimento in ricerca; infatti ha riguardato soprattutto l'industria e l'industria privata in particolare. Questa situazione ovviamente si riflette sulla composizione delle nostre esportazioni che soltanto per il 3% è formato da prodotti e/o servizi ad alta tecnologia (elettronica, chimica, ecc...). Permane una difficoltà dell'industria ad innovarsi ed è costretta a farlo prevalentemente con l'acquisto di macchine e di conoscenza.

Lo sviluppo in Italia è basato ancora sulle produzioni tradizionali e a bassa intensità di capitale e poco sulla ricerca. Figura al 17° posto nella classifica dei paesi a più elevata specializzazione hi-tech.

Le due visioni sul mondo digitale

Per Negroponte nell'era digitale tutti imparano, tutti conoscono, tutti partecipano; "la storia è un bagaglio pesante e inutile"; per Ullman la cultura digitale esclude e preclude: consegnala conoscenza e il potere a pochi controllori del mondo. Le due posizioni sembrano insufficienti, forse occorre tornare alla politica e al problema del governo: è solo qui che si cambia la scuola, il lavoro, l'organizzazione sociale.

Rete e sindacato

Il forte decentramento produttivo, il fenomeno del telelavoro e quello della forte crescita dei lavoratori della conoscenza vanificano la possibilità di tutela collettiva? Nel 1999 sono nate in Italia 3145 imprese nella NET Economy e chi lavora in questo settore diventa presto imprenditore: il sindacato è pronto a questa mutazione della sua rappresentanza?

Passato e futuro

Stiamo assistendo ad una vera e propria esplosione di informazioni che però si accompagna ad un crescente bisogno di semplificazione (aumentano gli approcci conoscitivi di tipo on/off).Occorre smettere di pensare al passato unicamente come epoca della tradizione e al presente come al tempo delle rivoluzioni. Sarà un caso che da più parti si lamenta un'assoluta mancanza di progettualità? Se come dice Touraine stiamo passando dalla società della produzione alla società della comunicazione chi riempirà di contenuti Internet visto che anche economicamente Internet si sta spostando dalla vendita di accessi e di trasporto telematico al valore aggiunto ricavato dai contenuti informativi e di servizio pubblicati dalla rete? Le Università italiane, per esempio, partecipano a questo processo?

New-Economy (alcune precisazioni)

Parte dell'economia nasce e si sviluppa grazie a Internet. Le aziende si possono ulteriormente suddividere in aziende new-old, cioè aziende nate grazie ad Internet ma con un mercato di riferimento tradizionale (esempio: Amazon) e le imprese new-new i cui prodotti, servizi e mercati sono rappresentati proprio dallo spazio cibernetico (fornitori di accessi, network di soft e hard).Nell'ambito della old-economy possiamo suddividere le aziende in old-old i cui prodotti e servizi non hanno subito alcuna modifica dall'introduzione di Internet (Esempio: Coca Cola) e imprese old-new che hanno modificato la loro azione con Internet (Esempio: le aziende tecnologiche, di media e di telecomunicazioni).

La rivoluzione Java

Nel 1996 la Sun Microsystem perfeziona il prototipo di un linguaggio informatico, Java che trasforma ogni pagina Web in un'applicazione; in pratica consente lo sviluppo di piccoli programmi che vengono caricati automaticamente dalla rete e consentono all'utente di usare tabelle, di partecipare ad un gioco, di pubblicare informazioni e di accedere a qualsiasi programma attraverso l'uso di Internet. Nei prossimi anni quindi gli utenti non dovranno comprare pacchetti software, eccessivamente complessi e obsoleti solo dopo pochi mesi ma basterà attraverso Internet usare i programmi Java. Tale approccio consentirà e, in effetti, sta già consentendo di "ridurre" il tradizionale Piero Calamandrei con la sua costosa memoria e il suo ingombrante hard-disk: i nuovi Piero Calamandrei saranno semplificati a vere proprie scatole collegabili al televisore e al telefono abbattendo i costi di un quarto rispetto a quelli di un attuale computer e incrementando il tasso di diffusione della telematica.

I nodi critici del caso Italia

ü deficit di professionalità

ü eccessiva regolamentazione ovvero scarsa liberalizzazione

ü scarsa fiducia nel e-commerce

ü ritardo delle PMI nel WEB

ü incerto ruolo dei governi nell'informatizzazione della P.A.

Si pensi, solo per accennare al primo dei punti elencati che in Europa nel 1998 non si sono ricoperti 500000 posti nel settore delle nuove tecnologie stimando che nel 2002 saranno 1,6 milioni i posti di lavoro non ricoperti.

Imprese e formazione

Le imprese, per il 58%, cercano di assumere personale già formato e solo il 12% sceglie di inserire giovani da formare. Siamo ormai sempre più in un'epoca in cui è predominante l'importanza della formazione e dell'educazione permanente sulla conoscenza, anche approfondita di un mestiere. In Italia, è bene ricordarlo, nel settore hi-tech sono occupate 441522 persone (il 2,1% della forza lavoro).

La democrazia telematica

Sono alcuni anni che si sta parlando ormai della crescita esponenziale dei sondaggi visti come una deriva o uno sviluppo hi-tech della democrazia rappresentativa. Come verranno trasformatele nozioni di opinione pubblica e di rappresentanza politica? La tecnopolitica per dirla con Rodotà ormai ruota non solo sulla televisione ma anche intorno alle reti telematiche, al calcolatore, al telefono, ai sondaggi e al marketing politico. Si sta imponendo il tema di una nuova cittadinanza, di una cittadinanza elettronica.

Nuovi diritti

Secondo alcuni studiosi ormai il diritto all'informazione si sta prefigurando e strutturando come un vero e proprio diritto alla democrazia. Ed ecco allora che si impongono antiche questioni come quella dell'uguaglianza che non ruota esclusivamente intorno ad un dislivello di reddito ma anche di conoscenza e di collocazione territoriale e nuovi problemi come quello dell'open access che prelude alla nascita di nuovi soggetti collettivi elettronici. Finora la comunicazione è stata prevalentemente verticale relegando il cittadino al ruolo di spettatore; nel passaggio ad un ruolo più attivo del cittadino non deve prevalere la logica tipica del sondaggio, che non è la logica della rete.

Verso una democrazia diretta?

Sono cadute due obiezioni forti relative alla impossibilità di una democrazia diretta; la robotica accresce la possibilità di tempo libero e la telematica tende per sua natura a superare i problemi relativi alle distanze e alle dimensioni demografiche. Ma la democrazia moderna è solo questo? Forse proprio perché spesso ridotta a questo non se ne apprezza mai abbastanza la specificità.

Cambiamento del significato del lavoro

Aumento del lavoro come bisogno di per sé rispetto a quello di lavoro come fattore produttivo e fonte di reddito: necessità di un "buon" lavoro che metta al centro le caratteristiche qualitative delle persone per partecipare attivamente al sistema economico e sociale.



13 febbraio 2009

Adesso ditemi: le Monde è un giornale estremista? E questi Monsignori non sono cattolici?

Le Vatican envahit l'Italie

L'Eglise n'en démord pas. "Eluana Englaro a été tuée", écrit Avvenire, le quotidien de la Conférence épiscopale italienne, mardi 10 février, au lendemain de la mort de cette femme plongée dans le coma depuis dix-sept ans. "Eluana n'est pas morte de mort naturelle, elle a été assassinée", a déclaré le président du conseil, Silvio Berlusconi, dans le quotidien Libero. "Tuée" ? Et par qui? On peut supposer que cette accusation s'adresse au père de la jeune femme, qui a voulu cette fin, aux juges de la Cour de Cassation, qui l'ont permise, aux médecins laïques, qui l'ont préparée, et au président de la République, Giorgio Napolitano, qui s'est opposé, vendredi 6 février, à un décret-loi qui aurait pu la "sauver".

Rarement l'Eglise et l'Etat italien ont à ce point donné l'impression de marcher de conserve. Instrumentalisé, réduit aux dimensions d'une querelle entre les "partisans de la vie" - le camp des catholiques - et les "partisans de la mort" - le camp des laïques -, la controverse a permis à l'Eglise italienne et au Vatican de faire preuve de leur puissance. "La loi de Dieu est supérieure à celle des hommes", a même théorisé l'archevêque de Turin, sans que personne au gouvernement s'émeuve.

Quatre-vingts ans après le concordat, l'Italie reste-t-elle sous influence constante du plus petit Etat du monde ? "L'Eglise se sent forte en Italie, explique Marco Impagliazzo, un des responsables de la communauté San Egidio. Elle ne cherche pas à intimider, mais elle exerce son magistère au nom de la parole de Dieu et des Evangiles. Même si elle perd des combats, elle doit les mener quand même." Les combats perdus ? L'autorisation du divorce, en 1975, de l'avortement en 1981 - assorti d'un droit des médecins à faire valoir leur "objection de conscience". Les combats gagnés ? La pilule du lendemain est introuvable ; le pacs n'a pas vu le jour ; la loi sur le testament biologique se fait attendre depuis des années ; le résultat du référendum de 2005 sur la procréation assistée n'a pu être validé faute d'un nombre suffisant de votants après que l'Eglise et le Vatican eurent appelé à l'abstention.

Dans ce bureau du directeur de L'Osservatore Romano, le "Journal officiel" du Vatican, Gian Maria Vian assure : "C'est d'abord l'histoire et la géographie qui expliquent la spécificité de l'influence de l'Eglise en Italie. Le Vatican est en Italie, on n'y peut rien. Déjà, dans Le Purgatoire, Dante affirmait : "Christ est romain"." Cette "spécificité" - illustrée également par le fait que l'Etat prend en charge le salaire des prêtres -, d'autres l'appellent "intrusion permanente" et rappellent l'époque où le Vatican poussait Alcide De Gasperi à s'allier aux fascistes du Mouvement social italien et excommuniait les communistes. Aujourd'hui, cette stratégie frontale n'a plus cours. Mais, chaque semaine, le cardinal Tarcisio Bertone, le secrétaire d'Etat de la Curie romaine, rencontre des ministres et des dignitaires de l'Etat italien. Tentatives d'intimidation ? "Plutôt une préoccupation, explique M. Vian, envers l'air du temps, les opinions véhiculées par des groupes de pression, la revendication de nouveaux droits."

Pourtant, après la chute de la Démocratie chrétienne (DC) en 1992 - époque à laquelle Jean Paul II fit dire une "prière pour l'Italie" -, on pouvait penser que l'Eglise perdrait de son influence. Mais, quand bien même le pape n'est plus italien depuis 1978, la Péninsule reste le "jardin" du Vatican, le pays où il a établi sa ligne de défense. Avec la DC, de nombreux petits partis laïques de gauche et de droite qui avaient su établir un dialogue critique avec lui ont disparu dans la tempête de l'opération "Mains propres". L'électorat catholique s'est partagé entre centre droit et centre gauche.

"Les partis survalorisent le poids de cet électorat, explique Marco Politi, vaticaniste au quotidien La Repubblica et auteur de L'Eglise du non (Mondadori). Mais dans le système bipolaire actuel, où la majorité peut se jouer à 20 000 voix, personne ne peut risquer de se les mettre à dos, même si, selon les sondages, la majorité des Italiens souhaite l'indépendance du processus législatif."

En "sous-traitant" aux paroisses et aux associations caritatives catholiques une bonne partie de la politique sociale, l'Etat a fait de l'Eglise un puissant protagoniste du débat public. Mais il est faux d'imaginer qu'elle ne s'exprime qu'en faveur d'une forme de réaction droitière. Sur bien des points (immigration, racisme, sécurité), elle s'aligne sur les positions de la gauche. Alternant replis frileux et déclarations généreuses, l'Eglise fait tourner le débat autour de ses positions et l'Etat, qui a construit son unité en réduisant la superficie des anciens Etats du pape aux dimensions d'un mouchoir de poche, lui concède une force qu'elle n'a pas ailleurs. "L'Eglise est une des seules institutions qui soit sortie à peu près indemne de la période fasciste, explique Jean-Dominique Durand, professeur d'histoire à Lyon-III, qui vient d'être nommé "consulteur" auprès du conseil pontifical de la culture. L'évêque reste le défenseur de la cité. Il a l'autorité et, selon lui, le droit d'intervenir dans le débat public."

Ce "droit" lui est contesté par la petite Union des athées et agnostiques rationalistes (UAAR). Comme chaque année, elle s'apprête à "célébrer" à sa manière l'anniversaire des accords du Latran. Pour 2009, elle avait prévu, comme à Londres et à Barcelone, de faire circuler à Gênes des "bus athées". Emoi du maire, émoi des évêques, émoi des conducteurs en appelant à "l'objection de conduite", et retrait de la campagne. Pourtant, selon Raffaelle Cascano, un des dirigeants de l'association, "de plus en plus d'Italiens en ont assez de l'influence du catholicisme devenue une sorte de religion civile". L'UAAR se prépare à ouvrir un siège à Rome, au coeur même du catholicisme. Mais la mairie, qui consent à prendre en charge une partie des frais des associations de la ville, n'a pas trouvé 1 euro pour venir en aide à celle-ci.


Philippe Ridet


Tratto da le Monde, 12 febbraio 2009.

---------------------------------------------------

Da un'intervista a La Stampa dell'11 febbraio.

«Sono vicino a Peppino Englaro che invece di ricorrere a sotterfugi è sempre stato corretto e ha creduto nella giustizia» dice nell'intervista Monsignor Bregantini, per quindici anni simbolo della lotta ai clan nella diocesi di Locri. «Personalmente non avrei trasferito Eluana a Udine, ma non pronuncerò mai condanne contro la famiglia Englaro né farò campagne. Di tanti casi simili a quello di Eluana non si è mai saputo nulla perché si sono fatte le cose di nascosto. Al contrario Peppino Englaro, con la sua rettitudine, ha voluto provocare le nostre coscienze, perciò merita rispetto sul piano personale e della modalità di azione. Ci ha posto di fronte a un macigno enorme sul quale bisogna riflettere». «Ha anche chiesto la benedizione di Eluana, che va accolta con grande misericordia nelle braccia nella Chiesa. Avremmo dovuto camminare di più insieme alla famiglia Englaro, accompagnarla di più in questi anni. Eluana potrebbe essere la nostra mamma, la nostra sorella, una persona a noi cara. Non dobbiamo lasciare sola la famiglia Englaro».

E ancora...


Roma, 10 feb. (Adnkronos) - Non si e' voluto dare la morte ad Eluana, si e' soltanto posto fine al suo calvario e questo e' un atto di misericordia non un assassinio". Monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia, rivendica "l'autorevolezza del mio pensiero cattolico" in contrasto con quanti dopo la morte della giovane in stato vegetativo da diciassette anni hanno parlato di omicidio. Anche il quotidiano dei vescovi, riferendosi alla morte di Eluana ha parlato di "uccisione". "Parlare di omicidio e' un'accusa gratuita, volgare e ingiusta - afferma all'ADNKRONOS monsignor Casale -. Non si e' voluto dare la morte a questa giovane. L'alimentazione e l'idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a nessun beneficio puo' essere legittimamente interrotta: questo non e' omicidio". "Io - prosegue il vescovo emerito di Foggia - sono un semplice vescovo, ma rivendico la mia modesta autorita' come il mio pensiero cattolico e ritengo che in tutta questa vicenda sia giunto il momento di lasciare indietro polemiche e discussioni che sono andate oltre e hanno dimenticato la persona di Eluana". Quanto al ruolo della Chiesa, monsignor Casale afferma che "essa ha il compito di illuminare le coscienze sul rispetto della vita" anche se, " in questa vicenda si sono mescolate tante prese di posizione che hanno reso meno limpida la situazione". A questo punto, osserva ancora il presule, "e' importante arrivare a fare il testamento biologico". E sulla scelta dei familiari di Eluana di non celebrare alcun funerale, monsignor Casale sottolinea: "vanno rispettate le scelte della famiglia. Non sono certo le scenografie che risolvono il dramma terribile vissuto da queste persone".


Dedicato al direttore de Il Riformista Antonio Polito.


9 febbraio 2009

9 febbraio 1967 - 9 febbraio 2009

In memoria di Ernesto Rossi.

In memoria di Eluana Englaro.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Ernesto Rossi Eluana Englaro

permalink | inviato da Panther il 9/2/2009 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


9 febbraio 2009

Amate i vostri nemici

 “Branco di mascalzoni”, “relitti del vecchio familismo amorale degli italiani”, “coro vomitevole di papà Beppino”, “nichilisti”, “nazisti”, “boia”, “carnefici piagnoni”, “ipocriti”, “sepolcri imbiancati”, “bugiardi”, “paranoici”, “calunniatori”, “mistificatori”, “immonda accademia”, “schifo senza speranza”.

Caro Giuliano Ferrara, mi pare ancora troppo poco, sforzati a trovare altri aggettivi e definizioni e rendi pieno servizio alla causa che hai sposato...

Io non ho paura!






Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Eluana Englaro

permalink | inviato da Panther il 9/2/2009 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

sfoglia     settembre       
 

 rubriche

Diario
Riforme e dintorni
Referendum P.M.A.
Blogwomen
Italian blogs for freedom
Lettere al Rifo
Lievito Riformatore
Le interviste di Panther
LibMagazine
(I)Deologia Pantheriana

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

La mia rabbia, il mio orgoglio
La Rosa nel Pugno
Partito d'Azione Liberalsocialista
Partito Radicale Transnazionale
Radicali Italiani
Associazione Luca Coscioni
Vaticano
UCEI
CEI
Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno
Associazione radicale Andrea Tamburi
LibMagazine
Radio Radicale
Agenzia Radicale
Quaderni Radicali
Il Riformista
Internazionale Liberale
Internazionale Socialista
ELDR
PDE
ALDE
PSE
Sinistra per Israele
Le nuove ragioni del SOCIALISMO
Circolo Rosselli
Fondazione Circolo Rosselli
Centro Studi Sud e Nord
Libertà Eguale
Generazione L
Anticlericale.net
Antiproibizionisti.it
Fondazione Bruno Zevi
No Peace Without Justice
Nessuno tocchi Caino
Radio Carcere
Radicali di sinistra
Liberal Café
The Brights
Juventus


Interviste a Panther

Con Inoz
Con Watergate
Con Liblab
Con George
Con Valeria Manieri (di Generazione L)
Liberalsocialismo e dintorni su Generazione L
Con Caf (su Radio Radicale)
Con Luca Bagatin
Con Ilpunto


Le mie preferite

VULVIA: su RIEDUCATIONAL CHANNEL!
EMMA
MELISSA P
NONSOLOROSSI: anche BIANCHI, pure VERDI, magari AZZURRI, SEMPRE NERI!
NINFA IRRESISTIBILE
ALCESTIS: THE GENIUS!!!
RAISSA SUPERSTAR
Sa tutto del Medio Oriente!
Ceciops: la fantastica ragazzinaz
Livietta, compagna della Tamburi
La Compagna Ilaria
Distruggere per ricostruire: la compagna Katiuscia
Akiko, juventina e liberalsocialista come me
Come fare la pace: alzataconpugno!
I dolcetti e le amarezze di Muffin
Brucaliffo: il blog di Anna Momigliano
Le botteghe di Victoria Lewis
Robba, la mia giornalista preferita
Frine: una vita nel rispetto delle regole
Nuvolediparole: incontri in libertà
Isabella, margheritina laica
La bionda preferita di Montag (ed anche la mia....): ValMadlene
Clelia: il fascino della cultura, la forza della modestia
Eretica compagna giellista
Julie, chi sa scrivere meglio di così?
Piattaforma


Superbloggers

Inoz
Cambiare a Sinistra
L'intellettuale Jac
LIBERALI X ISRAELE
Marco Cappato
Roberto Giachetti
Cattolicesimo + radicalismo = Sannita
Disobbedisco: blog collettivo radicale
Uno sguardo sull'Iran e non solo...
Tito, un mito!
Miss Welby
Liberale sì, laburista pure
Nuvola repubblicana
Bacco, tabacco e Venere
Libertari
Facciamo il punto
Lo struscio
Arsenico
Ukase
Generazione Elle
George
Che stanza!
Gay è bello
Giuliano Gennaio
Cecenia SOS
Viaggio
Il baco
Il salotto di Avy
Un altro liberalsocialista: Luca Bagatin
Giornalista moschettiere
Le interviste più belle e molto altro ancora....
Herakleitos
Italia laica
Italian blogs for freedom
Insolita commedia
Invarchi
G
Europa
Plurale
Galileo
Simmolo
Bazarov
Pier
Malvino
Vertigo
Calibano
Ocapazza
Salvio
Michele Lembo
JimMomo
Jemp
Angelus
Marco Paolemili
Mora
Musica e politica
Il Signore degli Anelli
Radicalmente
Scazzi
Anelli di Fumo: radicale antidalemiano
Mietzsche: dare un senso è tutto ciò che ci resta da compiere
Bipolari come me
Moliberal
Euston Manifesto
DAW
POVERO BUCHARIN!

Blog letto 172511 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom